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Vespa PX: P125X e P200E del 1977

La Vespa PX nuova linea costituisce un’importante evoluzione del più famoso scooter del mondo, oramai sulla scena da oltre vent’anni e costruito in circa due milioni di esemplari.

Vespa PX: un po’ di storia

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, un quadro politico ed economico sostanzialmente instabile incide sul mercato motociclistico internazionale dove Piaggio riveste il ruolo di maggior costruttore europeo di scooter, in competizione con i marchi più prestigiosi (soprattutto giapponesi).

Il mondo produttivo con cui si confronta l’azienda si è evoluto alla luce di due concetti portanti: l’idea di “sistema”, che mira a legare in modo flessibile e interattivo, in fase di progetto, una serie di componenti già separate (materiali, tecniche produttive, organizzative, comunicative, economiche, di marketing) riconfigurando l’ambiente produttivo; inoltre si affronta il rapporto uomo-macchina non solo in termini ergonomici ma con un rovesciamento di priorità tra meccanica ed elettronica. Il design del prodotto si arricchisce di componenti che tendono sempre più a miniaturizzarsi, svincolando le forme dagli ingombri “tecnici” per ricondurle a valori estetici, emozionali, comunicativi.

Macchine da scrivere automatiche Olivetti come Logos 42, disegnata nel ’77 da Mario Bellini, ma anche elettrodomestici da cucina, attrezzature per il lavoro, automobile come l’Alfetta  o la Panda di Giorgetto Giugiaro sono alcuni dei prodotti realizzati in grande serie, che si definiscono attraverso forme scatolari, volutamente squadrate e spigolose, individuano così le tendenze stilistiche del decennio. Questo il quadro nel quale viene configurata la “Nuova Linea” PX, presentata da Piaggio il 19 Ottobre 1977, e costruita intorno alle esigenze della nuova generazione “yuppie”.

 

I due modelli di Vespa PX

La serie prevede due motorizzazioni, la 125 cc (P125X) e la 200 cc (modello P200E con accensione elettronica) quasi del tutto identiche, alle quali si affiancherà ben presto la 150 cc. La linea è imponente, sobriamente elegante, stilisticamente rinnovata attraverso un redesign che mantiene la personalità originaria della Vespa. Le modifiche più evidenti riguardano le modanature marcatamente squadrate dei cofani laterali, ristretti di cinque centimetri, longitudinalmente configurati da una curva che si chiude nelle estremità inferiore verso la ruota. I cofani sono staccabili (come nella 160 GS del 1962 e successive) e predisposti per gli indicatori di direzione.

L’estremità posteriore del telaio, di forma scatolare, è rialzata per eliminare la forma “a becco” dei vecchi modelli; sotto è chiusa con un piccolo parafango realizzato in plastica nera che dona un tono di modernità al veicolo.

La parte anteriore è caratterizzata dal parafango ampio e squadrato, per compensare i volumi del gruppo retrostante, e dall’alto scudo con fascia centrale sporgente, modellata attraverso una curva che amplia la carenatura nel punto d’innesto al parafango e chiusa frontalmente da una griglia che nasconde il clacson. Il bauletto, di maggior capacità rispetto alle versioni precedenti, non interferisce con l’abitabilità del vano gambe.

La scocca, in lamiera portante da 10/15 mm e peso di 17 kg, è realizzata con i nuovi sistemi dell’elettroforesi, in cui il processo elettrostatico di trattamento della carrozzeria garantisce la protezione delle lamiere con tecniche di verniciatura automatizzate ad avanzato standard tecnologico.

Se i comandi rimangono inalterati , il manubrio è in posizione più alta per un assetto di guida ergonomicamente corretto, La parte superiore è realizzata in plastica, facilmente smontabile; al centro compare un contachilometri circolare con accanto due spie e la chiave di accensione.

Scheda tecnica PX

La 125 monta in posizione orizzontale il monocilindro a due tempi con distribuzione rotante e terzo travaso supplementare (dalla ET3); la velocità massima è di 95 km/h con un consumo medio pari a 2,17 litri ogni 100 km, la capacità del serbatoio è di 8 litri.

L’impianto elettrico fornisce 12V – 80W nelle versioni con indicatori di direzione. L’innovazione tecnica principale riguarda l’ingegnoso montaggio dell’ammortizzatore teleidraulico, che non solo limita drasticamente l’affondamento dell’avantreno in frenata ma consente una maggiore escursione. L’inclinazione del canotto sterzo resta di 25 gradi, ma l’avancorsa passa da 70 a 78 mm, migliorando così la tenuta di strada. La PX è il modello più longevo di Vespa, tanto che ancora oggi è in produzione.

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